#FashionExpress – #MFW: Yezael
Dopo gli anni passati a saltare tra le note rocchettare quasi punk della moda internazionale, Angelo Cruciani si lascia travolgere dal romanticismo. Lui che dell’amore ne ha fatto una bandiera urlata, lui che spesso ha gridato e manifestato l’amore come provocazione, oggi, maturo dall’animo ribelle, scopre la dolcezza dell’abbraccio. La dolcezza fatta di volumi ampi, silhouette morbide e drappeggiate, a volte strutturate nella rigidità di un “ti amo” minimale ed essenziale, talvolta invece opulentemente barocche come una poesia incantante rubata alle dita smielate di un giovane amante.
Un alternarsi dicotomico che trasuda di quella ardente passione, quasi come se Paolo e Francesca lottassero su una passerella avvolti di pelle, incisioni, ricami ed installazioni, discutendo tanto sull’efficacia travolgente di un monosillabo, quanto sul calore avvolgente di un intero poema.
Ma ovviamente può una figura complessa come Angelo Cruciani limitarsi ad una dimensione? Ovviamente il viaggio verso l’energetico è dietro l’angolo, si spinge sempre su quella dinamica pluridimensionale dove si incontrano sogni, misteri e realtà. Dove un individuo, qualunque sia il suo genere, si fa paladino dell’amore, armato di una corazza di stile iconicamente definita: YEZAEL.

Anni di ribellione, di guerre e rivoluzioni. Dietro a questa crisalide divenuta farfalla ci sono i sacrifici di fiori amari, i silenzi di bozzoli di solitudine nel quale si è tessuto ed intrecciato il racconto di una vita sulla quale poi, col fuoco della passione, si è data forma al presente. Non un capo, ma un universo, non una gonna ma una radice che dalla terra erige l’albero della vita, non un copricapo ma lo scudo con il quale la mente protegge il cuore, silenziando gli occhi. Ombre e luci, natura e anima… una danza con la quale Angelo Cruciani fiorisce in una nuova primavera.
Ancora una volta la sua Arte mette in crisi: come sempre è e come è giusto dovere dell’arte, essa deve essere disturbante e questa collezione, per un certo verso lo è. Un poema di verità e onestà attraverso cui Angelo mette a nudo la sua identità e la rende a temporale, una sorta di retrospettiva artistico/stilistica nella quale tutti gli stimoli di una vita trovano un ordine metodico, ritmico. Ritmo che si definisce con la collaborazione con l’artista Timothy Moore, con cui Angelo torna ad esplorare anche l’universo musicale, solcando sulla passerella gli argini dell’anima e dando vita a nuovi laghi ed oceani, disegnandoli in mantra ritmici ed evocativi.

Questo racconto vi deve servire come piccolo monito… giusto perché siate consapevoli che dietro a questa sfilata non ci sono fashion victim, ma artisti che commossi si guardano negli occhi nel veder rappresentato l’animo dell’altro: una verità, la verità
Arte
Postilla personalissima non troppo ironica… ANCHE MENO ANGELO, non ho più spazio nell’armadio!
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