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Racconto di una storia di Fashion Week

Prime ore del mattino e già piove. Piove sui primi passi che dal Park Hyatt Hotel mi portano a Palazzo Clerici, dove la bravissima Chicca Lualdi, apre le danze della Milano Moda Donna.

Ma di questo parleremo dopo, forse domani, chissà.

Piove dicevo, anzi scrivevo. Piove sulla Milano della Moda, che dopo aver stretto la mano al Cav. Boselli in occasione della sua conferenza stampa mattutina, mi vede andar li a pochi passi verso la prima sfilata, l’unica sfilata che ho visto oggi.
Piove su Milano e come per ogni fashion week piove sul mio cuore tanta delusione per quel meccanismo della moda che non sa premiare l’educazione, la ricerca, la voglia di crescere e fare.

Quando piove, per un attimo tutto luccica; l’arroganza, i silenzi e la superbia. Luccica, la pioggia, e sembra premiare il silenzio di #gucci, il “ah ma sei un blogger” di #versace o i silenzi di #antoniomarras. Persone e brand che creano, ma paiono lontani dall’essenza della creazione stessa: il confronto con chi d’arte vive.

Piove ancora su milano alle quattro del pomeriggio le lacrime del cuore bagnano

ed anch’esse luccicano. Luccicano per un’attimo di quella stessa legge di cui sopra, che mi fa dire: “Io sono Arte” e continuerò a sognare e vivere perché sognare è vivere.

Piove su Milano ed io che sono Arte mi godo il suo sublime bruciar di pelle, che scalfisce il mio viso trasformandolo in bronzo.

Domani tornerà argilla plasmata e spaccata dal sole del coraggio dei tante grazie che, ogni giorno, continuo ad elargire.

Grazie ai pochi raggi di sole che mi fanno brillare e che asciugano la pioggia.

Piove sulla Milano Moda da troppo tempo, ma prima o poi il sole ritorna ed è allora che chi è degno di risplendere risplenderà: Marchi, Brand, etc. ma sopratutto le persone.

Ora vado a vivere ancora la Milano Moda Donna

Continuo a dipingere il quadro della mia vita con quella tavolozza che è il mio armadio.

flusso

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