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#FashionExpress – #MFW: Septwolves

Miei cari licantropi, ben trovati in questo paesaggio lunare, pronti a ululare per la nuova ss24 di Septwolves che ritorna sulla passerella della Milano Fashion Week dopo alcuni anni di riflessione ed introspezione nel Sol Levante.

Mezzo lupo mezzo uomo, tutti conosciamo le leggende che popolano i film ed i racconti sui licantropi e, dietro questa leggenda, c’è l’eterna narrazione della natura e dell’uomo, del loro rapporto partecipe sebbene sovente conflittuale. Questo tema nelle sue declinazioni affronta Septwolves, con una collezione orientata alla sostenibilità e al rapporto con la natura, intesa anche come ricerca di materiali che non le arrechino danno, proprio come farebbe un fidato figlio ed è in questa voglia di relazione e condivisione fra queste sfere che si leggono le regole del misticismo orientale, dei segreti che la cultura cinese riscopre nel suo legame con la natura. Una pillola di Cina che entra nell’Occidente contaminandosi delle strutture architettoniche del vecchio continente.

È attraverso il condiviso rigore, architettonico da una parte, filosofico dall’altra che si ritrovano nella collezione i due mondi con un asse fatto di essenzialismi, rigidità geometriche intervallate da citazioni floreali che rievocano il legame mistico con la Natura, tanto profonda e ancestrale, quanto moderna e urbana. L’attenzione alle silhouette, fa della collezione un tripudio di valorizzazioni, sia concettuali che fisiche, creando fit impositivi che si fanno portavoce del rinnovato ruolo del marchio nello scenario internazionale, definendosi in modo iconico e distintivo.

La fluidità di queso spirito che passa attraverso le nuances della terra, si declina anche in un rapporto genderless che si rende espressione del magnificenza della natura al di fuori delle convenzioni sociali, imponendosi come carattere aulico che non perde occasione di esser underground. Perfetta è la combinazione tra design d’avanguardia e delicatezza retrò che si deduce dai tagli dei pantaloni, gli inserti di materiali che si contaminano tra loro nei capi spalla. Una morbidezza che si rifà al tenero abbraccio della dea madre.

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