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Segreti e Paure: la Forza di Fendi

Austera e forte. La donna Fendi non si lascia intimorire dalla modernità, si impone con un notevole tocco bon ton, un minimalismo che si riallaccia a volumi baroccheggianti e un senso stilistico che evoca dettagli anni ’50/’60 e ’80: raffinata, vive la sensualità attraverso pudiche trasparenze, la grazia attraverso chemisier e abiti longuette, spalle scoperte e delicate scollature.

La pelle si declina in total look composti da gonne lunghe che contribuiscono a quel sentore rock chic che ben si sposa con l’identità di una donna sensuale seppur “castigata”, forte ma raffinata.

Lo stato di grazia della donna Fendi si esprime e si racconta attraverso la sua attitudine, il suo sguardo severamente sicuro, disinteressato; una mancanza di interesse verso ciò che la circonda ma convinta, modesta nella sua superiorità, lascia la borsa aperta e le conferisce il potere di farsi guardare dentro: “Nulla da temere, nulla da nascondere”, i segreti diventano dettagli estetici, le paure sfiziosi orpelli, tutti in bella vista attorno alla vita, monito di una fragilità visibile, ma raggiungibile da pochi.

Dietro a queste utility belt si accendono gli sguardi gli sguardi curiosi: “Cosa ci sarà dentro?”, non si può che immaginare, curiosamente interrogarsi sul manifesto di quel segreto tangibile e la tentazione diventa anche una seduzione intellettuale, una morbosa attrazione verso colei che apre la borsa ma cinge di mistero la propria vita.

Ironico e introspettivo gioco di parole e psiche che fa della collezione autunno-inverno la chiave di volta di un chiaro interrogativo, di un dualismo estetico e psicologico.

La donna di Fendi non teme la dimensione reale, metropolitana, e per sottolineare il suo legame con un realismo verdiano canta la sua bellezza, la femminilità fatta e pensata perla sinuosità; figure greche che fanno di Giunone la diva, divina protagonista della passerella, tempio del culto esoterico e mistico, riservato a chi vuole iniziarsi ai misteri del genere femminile.

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