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Ritmica di uno sguardo: Il perfetto solfeggiare di Saturnino

Nella mia costante ricerca di stile l’occhiale è tanto funzionale oggetto di vista quanto espressione di immagine e non solo. Saturnino è una dichiarazione, del tutto Made in Italy, di quell’esigenza, ahi voi ben nota, che induce la mia penna ad attingere il suo inchiostro dal calamaio della speculazione e dell’arte.

Ci si seduce con uno sguardo ed innumerevoli sono i veli che menti ed occhi usano per celar pensieri o progettare azioni. Infiniti attimi si contendono la passione che sottovoce canta e subisce la poesia delle contrazioni di una romantica cornea. Giammai una pupilla vedrà il mondo come la sua gemella, poiché solo insieme descrivono volti, toccano sguardi, scrutano amori.
Suonano le odi ed i canti d’amor o di miseria.
“Balla sorella mia. Danza allorquando conquistiamo amori e gioventù.”
“Lasciam bellezza fruir al nostro desio poiché noi sappiamo scrutare oltre e veder l’umana perfezione ove la gente invece ricerca invidie e gelosie.”
Così le gemelle raccontano la loro natura diversa e beata, sincera ed ostile.
Soli o lune, eterne orbite che scandiscono il ritmo delle passioni, battiti di ciglia, lagrime come pentagrammi solcano visi per segnare il ritmo delle voci del cuore.
In questa giostra di righi e note danzano crome su musiche audaci che fan di uno stile canto di perfezione.

 

 
Qual è la vera natura della perfezione? Nessun uomo è in grado di definirla poiché essa è prerogativa della Natura, la sua comprensione quindi è concessa all’uomo solo in quanto egli è espressione della Natura stessa, benché non raggiungibile dalle architetture della mente. Eppure ciò non è verità in senso assoluto, essa è valida per l’uomo ma non per le sue creazioni. Quando l’uomo ha la divina concessione della creazione, egli diventa espressione pura della dimensione ontologica della Natura, egli trasla la Natura nella sua creatura. Arti, pittura e scultura, poesia e letteratura, musica. Il musicista che accarezza i tasti, pizzica le corde, unisce la creazione alla sua manifestazione e ne diventa interprete, in tal visione quindi la perfezione non è estetica di per sé, ma nel concetto che essa stessa esprime. Se ciò potesse apparire ai nostri occhi come una forma geometrica, essa potrebbe essere ad esempio un triangolo nel quale dalle basi si uniscono i molteplici elementi che creano la perfezione della figura stessa. Non si può quindi pensare ad un singolo elemento apparente bensì, per ricercare la perfezione e la sua valenza estetica, bisogna essere in grado dapprima di scomporre gli elementi che la compongono per poi riosservarla nella sua complessità fino a giungere alla sua dimensione ontologica, quivi geometrica.
Possiamo definire perfetta un’architettura senza passare dalla solidità delle sue fondamenta?
Ça va sans dire che maggiore sarà la poliedricità della nostra creatura, l’armonia tra le sue varie parti, maggiore sarà lo stupore, l’emozione, la percezione di meraviglia, bellezza, perfezione.
Dove risiede codesta perfezione, così intesa e così discussa?
Nella nostra capacità di vivisezione, di osservazione tanto della Natura in senso assoluto, quanto delle sue creative espressioni; l’acume nell’osservazione, la ricerca di dettagli, faranno sì che come segmenti, essi compongano la perfezione, anche quando i dettagli siano espressione di brillante concetto.
Ordunque quivi la necessità di condurre un esempio che possa confermare codesta teoria.
 

 
Tra le recenti esperienze, che inducono a far moda e non a seguirla, c’è lo schema appena descritto di poliedrica natura che fa del marchio a breve citato a mio giudizio espressione di perfezione. I suoi segmenti parlano di musica e di un musicista capace di replicare la sua arte e la sua dimensione artistica in un oggetto, visione per come brevemente composto già di per sé di perfezione.
Si fondano ora tutti gli argomenti di questo scritto per dar vita tanto alla natura poetica quanto a quella speculativa della creatura di Saturnino.
In essa convergono i dettagli della musicalità del suo creatore divenuti perle ed orpelli di design, ricercatezza e cura nell’espressione di materiali, forme accattivanti e poetica dimensione nel loro esser ammalianti veli di estetica seduzione. Si costituiscono molteplici e poliedrici segmenti che definiscono volumi e profondità. Una geometria di eclettica tridimensionalità ove arte intrinseca e materica poesia costituiscono le piramidi del Bello, le architetture del perfetto sodalizio tra design, concetto e funzione.
Le espressioni di voluminosità che eccedono tanto nel minimalismo quanto nell’over e si sintetizzano ed esprimono con logiche materiche, delizia sia dell’intelletto acuto che del modaiolo.
Nel minimalismo dell’essenzialità le forme over design di alcuni modelli di Saturnino, inquadrano caratteri eclettici ed eccentrici che trovano, in questo apparente contrasto concettuale, un’espressione di equilibri estetici.
Da tale dialettica ci si sposta, anche con i materiali, verso essenzialità non solo plastiche, bensì, in tutti i sensi, metalliche, le cui linearità esprimono visioni più classiche pur non rinunciando ad architetture accattivanti.
Il definitivo passaggio quasi Hegeliano rappresentato dalla sintesi tra i due mondi sopra descritti è racchiuso nei modelli che si articolano tra cuspidi plastiche e sinuosità metalliche.
Alla fine la perfezione non appartiene all’uomo in quanto tale, ma al frutto della sua creatività che artistica fa guardar le genti al di là di oscuri vetri.
Ahimè, il problema di coloro i quali partecipano all’esistenza dell’estetica, intesa nella sua versione superficiale, è che sovente costoro si limitano all’osservazione di superfici e non riescono a volgere lo sguardo in direzioni e dimensioni ontologiche che pertanto assumono gusti pseudo-occulti ed esoterici. Questa consueta realtà, che caratterizza spesso i soggetti che operano nella moda, non può limitare il nostro speculare, ma anzi deve impegnarci ancor di più a stimolare le nostre sinapsi per dare conto di questa meravigliosa dimensione che trasforma oggetti di comune uso in ricchezza, dando così “giustizia” ai suoi creatori ed operatori.
 

 
Saturnino – Carla Sorrenti – Andrea Tisci
 

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