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Alberto Zambelli: fluttuanti geometrie

Quando la poesia incontra il mondo della moda lo riscrive e lo traduce in quadro fluttuante: Alberto Zambelli alla Mfw.

 

 

Facciamo una piccola premessa: arte è tutto ciò che, come una carezza, tocca le corde dell’anima e del cuore. Così i capi di Alberto Zambelli solleticano e scrutano la femminilità, la avvolgono con morbidi volumi che si alternano a capi iperstrutturati. La geometria si evolve, partendo dal suo DNA più intimo e grafico, per declinarsi nello studio della forma bidimensionale e tridimensionale. Tocca il corpo della donna come un delicato amante, estasiato ama la sua pelle e il di lei sguardo fiero.
Arte dicevo, un momento in cui le emozioni fluttuano come il leggero moto ondoso della Laguna Veneta, silente eppur fragoroso batter d’onde lungo i legni di Venezia; l’incedere della donna diventa scultura in movimento, un neoclassico modo di rileggere la contemporaneità ed i suoi canoni innovati e rinnovati.

 

 

Costituisce il punto di crescita fondamentale della moda di Alberto Zambelli, il cruccio che segna la svolta tra il passato ed il contemporaneo, quell’annosa questione che da lunghi anni “tormenta” il genio creativo: leggere e far leggere la complessità del femmineo. Qui diventa sacra la figura di una donna completa che segna il punto dell’eterno dilemma. Anzi i punti che daranno vita alla prossima stagione creativa firmata Alberto Zambelli.

Semplicemente genio!

 

“Scorsi il di lei corpo
Lungo lidi cangianti
E di lei avvolsi
Con caldi sguardi
Il gelo intimo del suo candor.
Vi fu mai cosa più bella
Della trasparenza
Ove il solletico intelletto spinge:
Gode di immortale essenza
Spargi il tuo profumo
Lungo i lidi cangianti
Spargi amore ed i tuoi
Sospiri ammalianti”

 

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