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L’importanza di chiamarsi: Ernesto moda uomo!

Il gioco di parole ed assonanza con l’omonima commedia di Oscar Wilde, ci racconta la moda uomo firmata Ernesto: un mix tra sartorialità italiana e ironia inglese, per un dandystyle unico ed irriverente.

Dietro alla moda, al dandystyle, ci sono per prima cosa ispirazioni che raccontano storie uniche. Nel presentare questa collezione AI 15-16 , il marchio italiano Ernesto fa vivere il suo DNA sartoriale attraverso la memoria di un nome dal carattere ironicamente British. Nel parallelismo con la nota commedia di Oscar Wilde si declina l’icona inglese “Regimental” nelle due varianti del blazer monopetto e doppiopetto. Due identità frutto di due stati bipolari che portano Ernesto ad essere uguale a se stesso seppure in momenti e luoghi diversi. Look che distinguono caratteri ironici ed eclettici tipici dell’animo “Wilde” al quale si ispirano, e che sanno raccontare una vestibilità tradizionale frutto dell’esperienza made in italy. Nell’ambiguità del nome inglese, su cui si gioca con nomi e parole (fedele, franco etc) si gioca però la chiarezza di linee regimental e tartan, le cui origini militari, si perdono nella raffinatezza del fit tradizionale che continua a sottolineare una dicotomia tra classicità ed innovazione; archetipo di un mondo di contrasti che trova il suo apogeo nella stesura di un prodotto moda che sa farsi identificare a colpo d’occhio. Scritto su tessuti preziosi e dalla vestibilità pull che fanno di queste giacche spose soavi della morbidezza, sottolineando il loro rapporto intimo con la camicia che morbidamente avvolgono: lana secca anglosassone, baby alpaca e flanella volpe. Una moda che, per dirla alla Wilde:
 
 
ERNESTO AUTUNNO INVERNO 2015-16  (11)

Lady Bracknell. My nephew, you seem to be displaying signs of triviality.
Jack. On the contrary, Aunt Augusta, I’ve now realised for the first time in my life the vital importance of being earnest.

 
 
 
 
Nel decalogo, se esso esiste, del Dandy contemporaneo vi è la necessità di vivere al confine tra mondi apparentemente lontani. Camminare come funamboli, sui limiti del mondo e delle idee per essere tanto eleganti quanto sfrontati, tanto eccentrici quanto conservatori. Siamo portatori di ideali eclettici che respirano la trasversalità del tempo lungo percorsi che hanno fatto dello spazio il luogo del nostro savoir vivre.

 

 

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